No, non siamo pazzi. Forse non siamo nemmeno molto lontani dall'idea di Michel Foucault, il grande filosofo francese della Storia della follia che considerava l'uomo un'invenzione dell'umanesimo. Ancora più singolare è il fatto che sia stato un colto lavoratore del personale ATA, volgarmente detto bidello, a formulare l'ipotesi che l'homo sapiens non sia un primate appartenente alla famiglia degli ominidi, ma un essere geneticamente modificato. M.P., che chiede di restare anonimo, è intervenuto al convegno internazionale sugli studi darwiniani, portando prove concrete sulle anomalie relative al genoma studiato atraverso attraverso i criteri lamarkiani con le moderne tecniche di indagine ipomitocondriale e attraverso il prelievo di campioni di DNA. Come risulta dagli atti del convegno pubblicati per la prima volta dopo sette anni dall'incredibile scoperta, l'uomo non deriva dalla scimmia, ma è un organismo geneticamente modificato al fine di esaurire le risorse energetiche del pianeta attraverso il suo estenuante sfruttamento iper-capitalistico. I fini e i dettagli relativi alle modalità di tale progetto alieno sono ancora al vaglio degli scienziati eticamente pronti ad affrantare un caso così scottante.
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