Gli avvistamenti si contano ormai a decine: dalla Maiella al Gran Sasso, a valle e a monte, l'uomo sta già diventando un simbolo della lotta della natura con la natura per la sopravvivenza di alcune specie di sempreverdi attaccati dall'edera. Forse non tutti sanno che l'edera (nome scientifico Hedera helix) rappresenta una minaccia per molte specie di alberi, dato che le sue bacche contengono falcarinolo, una tossina che altera l'equilibrio chimico dei processi fotosintetici. L'uomo, armato di coltello, taglia l'edera che avvolge le piante, neutralizzando l'effetto nocivo delle sue bacche. Nonostante sia stato più volte avvicinato da abitanti delle zone pedemontane e dalla Forestale, egli si è sempre defilato dichiarando di non voler essere glorificato dai media, in quanto il suo è un lavoro che qualcuno deve pur fare.
Nel nostro paese sempre pronto a scandalizzarsi per fuori-onda di presentatori e veline poco vestite la notizia è passata inosservata: il carbonio, un elemento chimico indispensabile (in certe misure e condizioni) alla vita umana è potenzialmente molto pericoloso. La ricerca in questione, pubblicata sulla "Chemical Society Reviews", era in realtà dedicata a nuovi ritrovati farmaceutici atti alla cura dei tumori al seno. Quasi per caso, come spesso avviene nell'ambito della ricerca scientifica, alcuni esperimenti di controllo correlati alle proprietà del timochinone hanno portato alla scoperta che alcune cellule di tessuti sani tendono a proliferarsi secondo una scala logaritmica in rapporto all'esposizione da carbonio, a causa di un processo chimico noto agli esperti come interferenza molecolare Jaw che riguarda gli isotopi del carbonio. Se il risultato della sperimentazione sui ratti fosse confermato, ci troveremmo di fronte ad un momento epocale nella storia...

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